Michele Buldo (chitarra) e Francesco Caputo ( basso) hanno tentato di proporre una jam session del tutto improvvisata (compresi i giri di assolo erano inventati al momento) alla comunità anziana venosina (e non solo), la quale è rimasta sorpresa alla vista di questo nuovo stile e genere ; il concerto si è svolto quindi nell’area antistante l’ospizio, ove questo gruppo così innovativo si è esibito per ultimo ( non a caso gli ultimi saranno i primi…). Naturalmente i pezzi che sono stati proposti si sono dilungati per un bel po’ a causa dei lunghi assolo degli strumentisti; c’è da dire anche però che in alcuni pezzi si è avvertita una certa staticità complessiva a causa dell’inesperienza dei componenti ( tutti gli strumentisti erano alla prima esperienza di questo genere). Però è stato veramente incoraggiante vedere un nuovo stile in circolazione, chissà se è l’inizio di una rivoluzione?sabato 21 giugno 2008
…E ci dilettiamo anche in… (uno sprazzo di vita per i giovani della terza età)
Eccoci ancora con un’ altra esperienza di alcuni elementi dei GIRO DI JACK: un’ esperienza inedita ed insolita per certi aspetti. I nfatti Canio Coscia (sax tenore), Antonio Giambitti (batteria),
Michele Buldo (chitarra) e Francesco Caputo ( basso) hanno tentato di proporre una jam session del tutto improvvisata (compresi i giri di assolo erano inventati al momento) alla comunità anziana venosina (e non solo), la quale è rimasta sorpresa alla vista di questo nuovo stile e genere ; il concerto si è svolto quindi nell’area antistante l’ospizio, ove questo gruppo così innovativo si è esibito per ultimo ( non a caso gli ultimi saranno i primi…). Naturalmente i pezzi che sono stati proposti si sono dilungati per un bel po’ a causa dei lunghi assolo degli strumentisti; c’è da dire anche però che in alcuni pezzi si è avvertita una certa staticità complessiva a causa dell’inesperienza dei componenti ( tutti gli strumentisti erano alla prima esperienza di questo genere). Però è stato veramente incoraggiante vedere un nuovo stile in circolazione, chissà se è l’inizio di una rivoluzione?
Michele Buldo (chitarra) e Francesco Caputo ( basso) hanno tentato di proporre una jam session del tutto improvvisata (compresi i giri di assolo erano inventati al momento) alla comunità anziana venosina (e non solo), la quale è rimasta sorpresa alla vista di questo nuovo stile e genere ; il concerto si è svolto quindi nell’area antistante l’ospizio, ove questo gruppo così innovativo si è esibito per ultimo ( non a caso gli ultimi saranno i primi…). Naturalmente i pezzi che sono stati proposti si sono dilungati per un bel po’ a causa dei lunghi assolo degli strumentisti; c’è da dire anche però che in alcuni pezzi si è avvertita una certa staticità complessiva a causa dell’inesperienza dei componenti ( tutti gli strumentisti erano alla prima esperienza di questo genere). Però è stato veramente incoraggiante vedere un nuovo stile in circolazione, chissà se è l’inizio di una rivoluzione?
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6 commenti:
il tutto è riuscito abbastanza bene!!! anche gli stacchi! alla gente son sembrati programmati da tempo ma era tutto improvvisato!! TUTTO DAL VIVO!!!
Bello davvero! Gran bel esempio di musica improvvisata! Grandi ragazzi!
spakk tott giambè
Perchè non mi avete fatto suonare?
uhauhauhauha andrè mo ti uccidiamo!
io mica ho suonato davvero?era la mia anima
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